martedì 11 novembre 2008

Le tempeste di Parigi


(Conciergerie di Parigi - foto di Louis-Thibaud Chambon)

Parigi ore 18.06- Una mail del comune di Parigi mi avvisa che a partire dalle otto di sera fino a notte inoltrata tutta l’Ile-de-France è in allerta. Si attendono venti fino a 110 km orari e forti tempeste. Il sindaco chiede a tutti di essere prudenti: limitare gli spostamenti, prestare attenzione agli oggetti trasportati dal vento, ritirare piante e fiori dai balconi e dalle finestre. Non ho in programma di uscire e le mie piantine sono posizionate all’interno del balcone che dà sul parco Buttes Chaumont. “Che premuroso questo sindaco di Parigi” ho pensato. Arrivano le otto di sera, stavo preparando il risotto alle arance e carote. Si è alzato il vento, ha incominciato a piovere, ma tutto nella norma. È finito lo speciale Porta a Porta su Christian De Sica: è circa l’una di notte. Vado a letto. Scoppia il finimondo. Il vento è fortissimo e s’infila nel camino. Una pioggia tropicale s’infrange sui vetri. Un rumore così insistente che a fatica prendo sonno. È l’alba, il cielo è terso. Passano poche ore. Grandi nuvole nere appaiono sulla Rive Gauche. È ancora tutto nero. Parigi si prepara alla nuova tempesta. Così tutti i giorni.


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