domenica 24 agosto 2008

Putes e French Gigolo a Parigi


La Parigi degli Champs Elysées, la Parigi della Tour Eiffel, la Parigi del Ritz e quella del Centre Pompidou. Chic, conservatrice, borghese, ordinata, che vota la destra ma è di sinistra; tutta paillettes e champagne. Chi mai penserebbe alla Parigi delle ”putes” di Rue Saint-Denis e dei “french gigolo” della fermata Strasbourg Saint-Denis? Lontano dall’essere perbenista e moralista, adoro i vibranti aforismi dei latini a sfondo sessuale, è davvero etonnant che i nostri cugini d’oltralpe sempre così caché, mostrino a tranquille famiglie di turisti americani, tedeschi, spagnoli ed italiani (dati del centro congressi e turismo di Parigi) le proprie “bellezze nostrane”. Dall’aspetto francese (forse più per abitudine che per nascita), età abbondantemente superiore ai quaranta (direi anche sopra ai 50), abiti attillati per evidenziare le mille rotondità che l’età porta con sé, decoltè prosperosi strozzati da bustini maculati, maquillage teatrale, abbronzatura da invida, unghie da vere leonesse. Direi comunque estremamente discrete nei gesti e nelle movenze.
Evitate, però, di estrarre la macchina fotografica in loro vicinanza: sono pur sempre delle rispettabili signore che pagano le tasse; potrebbero scorticarvi vivi. E soprattutto sono più grandi di voi. Quindi ci vuole rispetto. Ma Parigi non è città tentatrice solo per i maschietti. Anche le femminucce hanno di che soddisfare i bollenti spiriti. Prendete una di queste tre linee della metropolitana: la rossa 4, la violetta 8 o la verde acida 9 e fermatevi a Strasbourg Saint-Denis. Scendendo dal vagone una compagine scomposta di ragazzetti e ragazzotti black vi porgerà la propria carte sussurrandovi: “Essayez un vrai homme”. Ovviamente sul bigliettino da visita troverete un numero di telefono con la pubblicità di fantomatici locali notturni: adescare cieche donne insoddisfatte, di qualunque nazionalità siano, è reato anche in Francia. Scordatevi comunque di incontrare l’American Gigolo francofono o i ballerini black tutto muscoli e olio di mandorle dei locali alla moda parigini. Questi non hanno il becco di un quattrino, sono vestiti in maniera pessima e da come hanno abbordato alcune amiche stanno alla preistoria dello charme francese. Però, si sa che per il servizio che offrono le competenze e le capacità devono essere altre. Il costo? Quanta curiosità! Ho letto su internet che i prezzi partono da 40 euro per le putes. Nessuna info per i black gigolo. Se foste interessate, sapete dove andare!

giovedì 21 agosto 2008

Le anticipazioni autunnali di Parigi


A poche ore dal rientro dalle ferie estive trascorse tra la Valtellina e la Riviera di Ponente azzardo un tour tra le boutiques del 2° arrondissement di Parigi alla ricerca delle nuove tendenze moda dell’autunno.
Si parte dall’Opera Garnier chez Lanvin, casa di borse francese, ma in bellavista troviamo ancora la collezione stiva. Degna di nota è però la pubblicità retrò che funge da allestimento alla vetrina: una rievocazione delle affiche di Razzia e Villemot che resero famosi marchi e città turistiche francesi.
Breve sosta pranzo chez Koba, un piccolissimo ristorante giapponese al 7 di Rue de la Michodiere. Spesso qui si incontrano stilisti e gente della finanza. Dopo un classicissimo sushi e del the al gelsomino si parte all’assalto delle Galeries Lafayette. All’ingresso dell’immenso polo delle moda europeo di Boulevard Haussmann angolo Rue de Mogador troviamo un grande spazio dedicato alle ombrelle di ogni forma colore e funzione. Ne ho provata una con la quale si può giocare anche a golf. Credo che anche la direzione dei magazzini di Mohamed Al-Fayed si sia rassegnata alla fine anticipata dell’estate parigina. Saliamo al piano dei creatori ma… sorpresa, gran parte degli spazi a loro dedicati sono in pieno rifacimento. Per adesso possiamo accontentarci di Dolce & Gabbana, Versace, Ferré, Gucci, Bottega Veneta e pochi altri marchi francesi. Sembra quasi di passeggiare in via Monte Napoleone ma con molti meno turisti. Difficile, praticamente impossibile delineare le nuove tendenze dell’autunno. I grigi, i neri, gli arancioni, i maculati? In pochissimi metri quadrati ho visto tutti i colori della tavolozza che il buon Dio può mettere a disposizione. Molti si copiano, pochi emozionano. Sembra quasi che anche la moda di questo autunno si sia fatta persuadere dall'idea della recessione, dalla paura dell’osare, dalle ristrettezze economiche che sicuramente non fanno capo a chi si può permettere un abito di Versace a più di quattromila euro. I direttori marketing delle casate dovrebbero sapere che la loro clientela non è in target con la crisi economica.
Speriamo che presto Les Galeries possano tornare a regime e mostrarci tutto lo scibile della moda e a quel punto potremo davvero dire se il glamour ha ceduto il posto alla paura.
Uscito con l’amaro in bocca mi dirigo direzione Place Vendome per ammirare le vetrine e le commesse di Rue Faubourg Saint-Honoré. La stanchezza mi assale veloce comeil morso di un sarpente (sarà forse quello di Cavalli) e riesco ad arrivare fino all’ambasciata inglese. Peccato che nel fuori borgo dei creatori ci siano molte più insegne italiane che francesi. A passo lento arrivo fino alla Rue Saint-Honoré, se volete la sorellastra del patinato Faubour. Ma anche qui Goyard, il malletier più elegante di Parigi sta rifacendo le vetrine. Nell’attesa fuori dal negozio un set di grandi valige policrome da viaggio come si usava una volta. Tre negozi su cinque hanno le saracinesche abbassate e degli altri la metà ha ancora il campionario estivo. Pronti al via è però la boutique Paule Ka con la nuova collezione. Tra i neri, i bianchi e i coralli svetta un abitino nero e grigio con un bellissimo fiocco rosso a poco più di seicento euro. Esiste anche la variante con fiocco blu di prussia. Fa molto cattiva ragazza-per bene ma tra i tanti modelli visti in poco più di tre ore di shopping attivo è decisamente il più emozionante. Già dallo scorso anno le fashion-casate si ostinano a proporre abiti in paillettes. Ne ho visti una infinità sui manichini sia nella scorsa stagione sia in quella che si sta aprendo. Peccato non ne abbia mai visto uno indossato. Ma è sempre Paule Ka che presenta l’abitino in paillettes meno cafone che abbia mai visto. Il segreto è il differente diametro delle paillettes e soprattutto il loro effetto satinato. Rue Saint-Honoré dona agli attenti visitatori dei pezzi estremamente pregevoli come le pochette Champagne Vip di Barbara Rihl in alligatore verniciato argento e un delizioso paio di stivali in raso color perla con nastri rosa e punta in cuoio Brisbane Church’s, uno dei modelli più conosciuti della nota marca inglese di calzature.
Volendo fare un resoconto del mio primo pomeriggio passato a raccogliere le idee poco chiare degli stilisti per la stagione autunno inverno 2008-2009 direi con quasi totale sicurezza che i colori più papabili sono: blue di prussia, rosso corallo, nero e grigio. Ma tutti sanno, stilisti compresi, che la tendenza la fanno i consumatori. Dipenderà quindi tutto dal loro umore e da quello dei redattori di moda.

Strane Visioni a Parigi


Rue Saint-Honoré angolo Rue Saint-Roch. Percorro a volte questa strada di ritorno dal Ritz o dal Westin Hotel dopo aver visto qualche sfilata o incontrato qualche cliente. No, non è un vanto classista è semplicemente lavoro. Dunque, mi trovavo sulla Rue Saint-Honoré, la prosecuzione della Rue du Faubourg Saint-Honoré (formicaio di boutique di creatori e facoltosi signori in Rolls-Royce) ed incrociando con lo sguardo il cartello della Rue Saint-Roch scorgo la ruota panoramica. “Strano” dissi, “non me ne ero mai accorto. Non si smette proprio mai di scoprire nuovi scorci di Parigi” pensai. In effetti qualcosa non andava. La ruota panoramica fin dalla sua creazione ha vegliato il traffico rumoroso e la grandiosa architettura di Place de la Concorde da cui partono gli Champs Elisée per terminare ai piedi dell’Arc de Trionphe. Siamo ad almeno settecento metri di distanza dalla posizione normale. Ma quest’anno in occasione della parata militare del 14 Luglio, data della presa della Bastiglia, l’Eliseo ha pensato di togliere questa ingombrante attrattiva per turisti e parigini in cerca di poesia e posizionare il palco dei Capi di Stato, vicini alla Francia o meglio a Sarkozy, compreso il presidente siriano Bashar al Assad considerato non più amico dei francesi dal 2006. Al defilé militare, infatti, era assente il sempre presente Jacques Chirac in palese protesta verso il Governo Siriano considerato complice dell’assassinio del vecchio primo ministro libanese Rafic Hariri, amico di Chirac. Ancora alla fine di Agosto, la ruota panoramica è posizionata all’inizio della Terrasse des Feuillants sul lato del Jardin des Tuileries che costeggia Rue de Rivoli.
Chissà a quale altra esigenza politica si dovrà piegare la ruota che svela lo skyline della Ville Lumiere?

mercoledì 20 agosto 2008

È finita l’estate… Viva l’autunno



Sono appena rientrato da Ceriale, una piccola cittadina nota più per la vicinanza ad Alassio e a Loano che per meriti turistici. Pochissimi alberghi, nessuno stellato; nessun approdo per barche; nessun locale divertente. Abbiamo molti amici a Ceriale e questo ci basta. Sono passato dai 30° della spiaggia dei fratelli “I taglia” ai 23° del Parco Buttes Chaumont di Parigi.
Anche se fino a domani, 21 agosto, Parigi avrà la sua spiaggia, qui ormai l’estate ha fatto le valige. Da due giorni un autunno precoce bussa alla porta. La pioggia, trascinata dal vento che qui a Parigi risiede tutto l’anno, entra dalle finestre lasciate aperte con la speranza che il sole faccia prima o poi capolino. È già ora di ombrelle, impermeabili, spolverini e trench. Qualcuno azzarda ancora una maglietta e dei pantaloncini corti: tosse, mal di gola e febbriciattole ordinano subito altri costumi. Nei ricordi entrano a far parte gli aperò nelle terrasse, i pic-nic nei jardins e nei parchi. Il desiderio si declina in grandi tazze di caffè e the in bistrot di boiserie dai colori caldi e accoglienti accompagnati dalle avventure estive degli amici o dalla lettura di un bel libro rilegato. Parigi è sempre più avanti di tutte le altre città… anche nelle stagioni.

venerdì 4 luglio 2008

Paris vous sourit (contro ogni luogo comune)


PARIGI – certi clichè sono duri a morire, certe idee sono particolarmente tenaci. Certo, Parigi è una città magnifica, e la melodia del suo nome desta ai più emozioni adolescenziali, ma numerose sono le critiche che i turisti le indirizzano. Poco accogliente, sporca, abitata da parigini antipatici e altezzosi. Diversi studi effettuati dagli stessi organi del turismo parigino, e da società indipendenti (TripAdvisor, FastBooking, Sélection du Reader’s Digest) dicono il contrario. A sostenere questa tesi dati alla mano Jean-Claude e Paul Roll rispettivamente presidente e direttore generale dell’ufficio del turismo e dei congressi di Parigi che ieri 3 luglio hanno presentato il progetto “Paris vous sourit” (Parigi vi sorride).
Il sorriso sarà il live motiv che accompagnerà dal 5 al 14 luglio la festa del turismo a Parigi. Una settimana intera dedicata agli scambi tra Parigini e Visitatori perché “il turismo è innanzitutto incontro, è la curiosità e il desiderio di scoprire differenti realtà”. Queste le parole di Jean-Bernard Bros assessore al turismo e ai nuovi media della città di Parigi. Sei i Punti Sorriso dislocati nella Ville lumiere che accoglieranno e aiuteranno i turisti a impossessarsi della città: Place Trocadero, Place de la Madeleine, Place Sorbonne, Place des Abbesses, Champs-Elysées e Palais Royal (place Colette).

Grazie a Pentax, tra gli sponsor ufficiali della manifestazione, sotto ciascuna tenda e durante tutta la settimana un fotografo immortalerà i sorrisi di tutti i turisti che potranno scaricare la propria immagine comodamente da casa al seguente indiretto internet www.parisinfo.com/parisvoussourit.

A piedi, in bus, in mongolfiera, con la 2CV, in treno o in battello, tanti i modi per scoprire la città.
La Chasse aux trésors (caccia al tesoro) del 5 luglio darà il via alle tantissime iniziative che gli ambasciatori del turismo parigino hanno organizzato fino ai festeggiamenti del 14 luglio, data storica della presa della Bastiglia: riduzioni negli hotel, offerte speciali nei grandi magazzini, degustazioni di vini, balli a tema, visite guidate, e tanto altro. In contemporanea lo Stade de France si trasformerà in una imparagonabile discoteca all’aperto con i DJ più famosi del palcoscenico musicale. Lunedì 7 alle ore 9,30 davanti all’Arc de Trionphe 300 turisti e cittadini disposti a modo di un sorriso verranno immortalati dall’alto per lanciare il messaggio: “Parigi vi sorride”. Il museo Carnevalet propone “Les Parisiennes de Kiraz”, prima retrospettiva del dell’illustratore franco egiziano Kiraz che ha reso celebre lo stile delle donna parigina. Gli amanti della musica e del ballo potranno godersi il Paris jazz festival, tra gli ospiti ci sarà anche Dianne Reeves, e la Nuite Espagnole con serate dedicate fino al 31 agosto al flamenco e alla cultura popolare spagnola. L’Hotel de ville trasformerà il suo sagrato in un grande Jardin éphémère, con uno stagno, e tante collinette verdi di piante rare. Le piazze, i parchi, i giardini della regione parigina si animeranno con danze, concerti e attività circensi grazie al Festival Paris quartier d’été. Schermi giganti animeranno il Parc de la Villette con la proiezione dei grandi classici del cinema. Il 13 e il 14 luglio i pompieri di Parigi apriranno le porte delle caserme per offrire aperitivi e lezioni di ballo. E poi ancora il Museo del vino, le passeggiate dei sensi, l’arte di vivere alla parigina, la scuola francese di cortesia, alla scoperta di Dali, il kit shopping delle Galeries Lafayette, le serate del Lido. E per chi volesse ammirare i fuochi d’artificio del 14 luglio dalla terrazza di un appartamento parigino potrà semplicemente farlo contattando la Federazione delle Chambre d’Hotes (FPPCH).
Tutte le iniziative giorno per giorno si possono scoprire su www.parisinfo.com

venerdì 27 giugno 2008

Quando il ristorante di quartiere non vuol dire qualità.


Mangiar bene nel 19 arrondissement di Parigi non è cosa facile. Attorno ad uno dei più grandi parchi della Ville, il parco Buttes-Chaumont, è difficile trovare ristoranti degni del loro nome. Sarà perché le “deliziose collinette verdi, i laghetti, e i sentieri creati per il piacere dei sudditi di Napoleone III” non ispirano gli chef francesi. Sarà forse perché il parco era stato creato “per far dimenticare che su uno dei monticelli un tempo c’era la forca per i condannati a morte”? La cucina nel complesso non è malvagia, ma forse ci vorrebbe qualche cuoco in più e decisamente maggiori competenze. Perdonatemi, non ho analizzato la procedura per ottenere la licenza francese di ristorazione, ma parte dei ristoranti da me visitati dovrebbero chiamarsi in ben altra maniera. Design a parte, fortunatamente in alcuni è l’unico punto a favore come nel caso del Mon Oncle al 2 di rue Pradier, la maestria della cucina francese è totalmente assente. Posate non lavate, questo è il caso del Chapeau Melon al 92 di rue Rébéval, camerieri impacciati o peggio scostanti, cuochi che assaggiano la zuppa con il mestolo che usano per servire le portate. E' vero, lo fanno in molti… ma almeno il Sig Olivier Camus (cuoco-proprietario del Chapeau Melon) dovrebbe chiudere le porte della cucina. E mi raccomando, telefonate prima di recarvi e comunque non presentatevi dopo le 21,30 di sera altrimenti rimarrete a bocca asciutta. Sono andato al ristorante Zoé Bouillon per ben tre volte e non sono mai riuscito a sedermi a tavola: troppo tardi, carenza di personale, pietanze terminate. No Comment. Vero è che si tratta di ristoranti di quartiere, ma questo non li può esimere dal garantire quello che gli uomini di marketing identificano con le caratteristiche igieniche del prodotto/servizio: pulizia, prodotti di qualità, accoglienza.
Si salva senza dubbio, anzi svetta senza eguali, il bristrot Il Faitout (nella foto), in avenue Simon Bolivar. Stile art decò, personale gentile, cuochi estrosi che propongono quotidianamente piatti nuovi e freschi. Andateci anche solo per il caffè. Ecco quello non è paragonabile a quello che vi potrebbe preparare anche il peggiore dei bar italiani, ma con l’aggiunta dello sciroppo Manin prende tutto un’altra poesia.
Prima di concludere il mondo della ristorazione del 19° dovrei parlarvi del ristorante Papillon Puebla del nostro chef italiano Vincenzo Cozzoli. È il ristorante credo più calmo di Parigi dato che si trova all’interno del Parco. Non ho ancora avuto piacere di sedermi alla sua terrazza, ma sono sinceramente sconvolto dal parco macchine del suo guardiano. La sera, quando rientro a casa, lo vedo sempre con una vettura differente: Mercedes, BMW X5, Jaguard, Porche, ecc.
Cercasi disperatamente ristorante!!!

A Parigi è arrivato il VOGUEO


Voguéo, il nuovo servizio di trasporto pubblico dell’Ile de France
Ha un nome simpatico, utile per i Francilien (gli abitanti dell’Ile-de-France) e per i turisti, regalerà scorci fino ad ora nascosti ai più. Si chiama Voguéo con l’accento acuto sulla “e”. È la navetta fluviale che dalle ore 16 del 28 giugno 2008 serve la zona est di Parigi. Il nuovo servizio di trasporto pubblico della Stif (Syndicat des transports d’Ile de France), l’autorità che gestisce il trasporto pubblico della regione parigina, funzionerà 365 giorni all’anno con gli stessi orari degli altri mezzi. Senna permettendo però! Durante la settimana la navetta partirà ogni venti minuti (trenta minuti la domenica e i festivi) dalla Gare d’Austerlitz, farà poi tappa alla Biblioteca Francois Mitterrand (all’andata), Bercy (al ritorno), Ivry Pont Mandela e la scuola vererinaria di Maisons-Alfort.
Il servizio è partito con qualche settimana di ritardo rispetto ai piani della Stif ma questo per garantire un miglior accesso al servizio. Le imbarcazioni, infatti, sono state modificate in maniera tale da poter offrire ai viaggiatori gli standard degli altri servizi della regione. Vetrate ingrandite per rendere le navette più luminose, poltroncine più comode e uno spazio esterno per farsi accarezzare dalla brezza. Per i viaggiatori occasionali il costo del biglietto è di 3 euro. La navetta può essere presa anche con un regolare abbonamento Navigo, quello della rete metropolitana parigina per intenderci.

www.stif.fr

La Fenice dell'Hotel Royal Monceau a Parigi


Ceck list del Demolition Party: caschetto, guanti da lovoro, martello (meglio se pneumatico), scalpello, mascherina (si farà un sacco di polvere), smoking.
Direi che ho tutto. Posso andare anch’io alla esclusivisissima serata di demolizione del Royal Monceau, un vecchio hotel di lusso aperto nel lontano 1926 in Avenue Hoche a pochi passi dall’Arc de Triofe a Parigi. Il tempo passa, lo stile pure, ed il nuovo proprietario, Alexandre Allard, ha voluto affidare la rinascita di una piccola scheggia della storia parisienne a Philippe Starck, poliedrico designer già interprete del risveglio dell’hotel Meurice di rue de Rivoli.
Sarà una grande performance artistica spazio temporale. Cineprese e macchine fotografiche saranno pronte ormai da giorni per riprendere una singola martellata; non dubito che l’onore (leggetelo come volete) di infliggere il primo colpo sarà dato a qualche abitué del Royal Monceau. Come la Fenice questo hotel che ha passato indenne il XX secolo rinascerà dalle proprie ceneri dopo la morte datagli questa sera dalla Crème della Ville Lumière. Un condannato a morte di ottantanni si spegnerà questa sera, 26 giugno 2008, sotto i brindisi di allegri demolitori. Con la stessa inerme staticità delle vittime di Arancia Meccanica l’hotel soccomberà sotto sorrisi schiamazzi e urletti di ineffabile violenza.
L’operosità e la scienza degli artigiani di inizio secolo verrà cancellata senza lasciare alcuna memoria.

Chissà se l’ideatore di questa iniziativa si comporterà alla stessa maniera al compimento del suo ottantesimo compleanno. È noto che gli alloggi siano sempre meno nelle grandi città. Allora perché non organizzare un calorosissimo Nonno Demolition Party. Trai piccoli nipotini ereditieri, quello che gli sferzerà il colpo fatale potrà stabilirsi con tutta la famiglia nella dimora del nonnino. Il tempo passa lo stile pure e così anche i proprietari.

martedì 24 giugno 2008

Sarkozy rientra da Israele per dare la notizia. Conferenza stampa d'eccezione all'Elysée


Paris 24 Giugno 2008: una conferenza stampa d'eccezione é stata organizzata oggi 24 giugno al Palazzo dell’Eliseo dal Presidente della Republique Français Nicola Sarkozy accompagnato dalla quasi francese Carletta Bruni. Alla conferenza presente anche una nutrita delegazione del governo italiano: del resto quando c’è da andare in giro non c’è decreto legge che regga.
Ma quale il motivo che ha richiamato i più importanti reporter francesi e corrispondenti stranieri a Parigi?
Prende la parola Nik visibilmente commosso: "On aura bientôt un nouveau petite français de sang italien juste après Noel". Ma la Carletta ex-nazionale (tre mesi fa ha chiesto la cittadinanza francese) spintona il marito di ferro rubando il microfono: “Mio marito Nik come al solito, un po’ troppo nazionalista, voleva dire che i nostri Vivian e Matteo saranno presto genitori e il loro bambino sarà figlio della Francia".
Una voce dalla delegazione italiana si alza, è il nostro Presidente del Consiglio (ha dimenticato i tacchi in hotel): “Mi consenta ma debbo dissentire. Anche se è noto ai più che me ne
fotto regolarmente della Costituzione questa volta sono felice di dire che il pupo sarà cittadino italiano per nascita”.
Mara Carfagna, Ministro gnocca senza portafoglio (tanto a cosa le serve il portafoglio, bella com’é le offrono sempre da magna’) chiede perché i due futuri genitori abbiano scelto l'Hexagone per accrescere la famiglia. Alla domanda risponde sinceramente meravigliato il futuro padre Matteo Dall’Ava: “Abbiamo scelto la Francia perché qui la tv é orribile. Ci sono un sacco di programmi culturali, di documentari e quindi ci annoiavamo davvero tanto e quindi... E quindi il resto lo capire anche voi. In Italia invece abbiamo le veline, Lucignolo, Nonsolomoda e Camera Caffè così non si può pensare di trovare del tempo anche per “
far cose”. Berlusconi preso dalla sua isteria persecutoria esclama: “E’ sempre colpa mia”. Intanto il Ministro per le politiche sociali Sacconi prende nota:”Meno veline più Vespa”.
Dall’Ava si accascia per terra bruscamente interrotto con un colpo nelle palle dalla moglie:
“Scusatelo é il solito
superficiale. Il pupo nascerà qui perché lavoriamo qui e poi in Francia tutto è gratis. Il Ministro della Salute (che poi è lo stesso delle politiche sociali) chiede spiegazione. Replica la femme rouge (Vivian): “Vede Ministro qui anche se non sei in politica hai un sacco di privilegi. É tutto pagato dalla mutua e dall'assicurazione. Visite mediche, ospedale, asilo e poi il mio capo era contento quando lo ha saputo. In Italia avrebbe traslocato l’azienda pur di far perdere le sue tracce. Qui posso fare anche l’epidurale senza sentirmi dire dall’ostetrica e dal prete del quartiere che sono una madre snaturata solo perché preferisco non morire di dolore”.
Partono dalle retrovie i cori dei fan arrivati a Parigi ad aprile con gli autobus messi a disposizione della Moratti, Sindaco di Milano, per la votazione dell’Expo 2015 e poi lasciati qui perché il budget era terminato: “Poo poropoporoooo po poropoporo”.
Il Ministro Franco Frattini accompagnato dal sottosegretario Stefania Gabriella Anastasia Craxi (tanti nomi per far passare in secondo ordine il cognome?) e dal divino portavoce Otelma annuncia che il pupo o pupa (ancora è presto per dire il sesso) nascerà entro il 7 Gennaio 2009. Il Ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi, anche lui senza portafoglio (ma per altri motivi), conclude la conferenza dicendo che era previsto un decreto legge, poi trasformato in Disegno di Legge (perché Napoletano si era incazzato) per l’attuazione di una nuova Festa Nazionale dedicata al nascituro.

martedì 27 maggio 2008

Caro vicino... Ti faccio la festa!

PARIGI - Domani, quasi 6 milioni di Francesi si troveranno per condividere una torta salata e brindare con del buon Bordeaux alla Festa del Vicino. La Manifestazione nasce nel 1999 su iniziativa dell'associazione Paris d'Amis, composta da un gruppo di amici del 17esimo arrondissement di Parigi. Il successo è immediato e otto anni più tardi, circa 7,5 milioni di Europei allargano la festa a circa 700 città. La Festa del Vicino vuole sensibilizzare la conoscenza tra gli abitanti di uno stesso palazzo, dare forza ai legami contro l'isolamento dell'individuo e incentivare il mutuo soccorso. «Il vicino deve diventare il terzo pilastro della solidarietà insieme alla famiglia e alle istituzioni». Queste le parole di Atanase Périfan, tra le prime promotrici della festa che oggi con il sostegno del ministro dell'Abitazione Christine Boutin, lancia la nuova associazione Voisins Solidaires. Lo slogan scelto per i prossimi dodici mesi è "Les Bons côtés d'être à côté" (I vantaggi di essere vicini). Poter contare in ogni condominio su dei meneur, responsabili, al 100 per cento solidali e ambasciatori del saper vivere insieme. Uomini e donne pronti a leggere la posta al vicino cieco, a fare una torta per il compleanno dell'ultimo arrivato, a condividere la propria wi-fi con i vicini che non hanno i mezzi per accedere a Internet o a preparare la zuppa per il nonno del palazzo. Con queste iniziative e con la pubblicazione di una guida sul vicino solidale si vuole aiutare il cittadino metropolitano a non aver più paura del prossimo, ad abbandonare la diffidenza dell'altro per vivere meglio.