venerdì 17 ottobre 2008

Crisi finanziaria: la nouvelle révolution américaine

(vignetta apparsa sulla prima pagina di LeMonde del 16 Ottobre 2008)

Le Monde di giovedì 16 ottobre titola in prima pagina: “Crisi finanziaria: la nuova rivoluzione americana”. L’articolo è corredato da questa quanto mai indicata vignetta: da una parte un carro armato russo ai piedi di un traballante muro di Berlino che ospita gruppi di persone –vestite- festanti. Dall’altra un probabile banchiere americano (lo si intuisce dal cappello) ai piedi di un sconquassato indice borsistico su cui giacciono borghesi figure rimaste a nudo. Si capisce che sono borghesi dall’utilizzo stereotipato del sigaro.
Il premio Nobel dell’economia Paul Krugman, sostiene che gli americani non si avvicineranno a Karl Marx, ma riscopriranno i dettami di Franklin Delano Roosevelt di 75 anni addietro.
Azioni che intraprese per traghettare l’America fuori dalla Grande Depressione.

mercoledì 15 ottobre 2008

(immagine notturna La Samaritaine - photo di iml22)

Destino incerto per La Samaritane, il grande magazzino parigino chiuso il 15 giugno 2005 per problemi di sicurezza. La giunta parigina ha infatti rigettato il nuovo piano di sviluppo presentato da LVMH: 25 mila metri quadrati di commercio, altrettanti di uffici extra lusso –accipicchia saranno quelli con la veduta migliore- un hotel di prestigio da 14 mila metri quadrati e 2 mila metri di alloggi sociali. Certo questi ultimi non sono proprio in sintonia con il resto del progetto, ma qui a Parigi è facile trovare appartamenti popolari nei quartieri più chic. Le agenzie immobiliari dicono che vengono costruiti per i politici. Dove ho già sentito questa storia?
Torniamo a noi: La Samaritane è stato il magazzino più grande di Parigi, ben 48 mila metri quadrati. L’idea del gruppo francese del lusso non è però conforme ai dettami del PLU (Plan Local d’Urbanisme, corrisponde al nostro piano regolatore) adottato dal consiglio di Parigi nel giugno del 2006. I dirigenti del comune attraverso un comunicato stampa hanno richiesto una dimostrazione plausibile per decretare il cambio di destinazione di uno dei quartieri più appetibili –dal punto di vista immobiliare- della città di Delanöe (il sindaco più glamour di Francia).
Intanto LVMH fa sapere che il nuovo complesso, pronto per il 2013, assumerà 2400 addetti contro i 725 impiegati prima della chiusura. Questo edificio del 1869 è però soggetto alla regolamentazione dei monumenti storici e tutto ciò complica ancor più le cose. Ma ecco il terzo incomodo: la CGT (Confédération Général du Travail, uno dei tre sindacati della Samaritaine). Quest’ultimo dice di aver già denunciato a giugno un progetto orientato all’ultra lusso che avrebbe permesso al gruppo proprietario di Le Tribune –quotidiano economico francese- di superare certe disposizioni del PLU e realizzare, grazie al consenso del comune, il favoloso progetto immobiliare. Certo, questo ultimo comunicato del comitato per la gestione dell’affare Samaritane cambia tutto. Chissà come finirà?

venerdì 10 ottobre 2008

Tutte le sigle del mondo


I francesi siglano tutto e non spiegano mai il significati. Sigle in ogni dove. Comprendere un articolo di un qualsiasi quotidiano transalpino è davvero complicato: i giornalisti danno tutto per scontato. Ma non bastava la stampa, da qualche mese anche la più famosa M a stelle e strisce ha lanciato un nuovo hambuger: CBO. Vuol dire: Chicken, Bacon, Oignons. Pollo, pancetta e cipolla per chi non mastica bene l’inglese. SFQF: sono folli questi francesi

mercoledì 17 settembre 2008

Il Café de la Paix mette gli occhiali


Sotto il cappello di Paris Capitale de la Création (Parigi Capitale della Creazione), progetto che riunisce in una trentina di Happening a cadenza annuale i professionisti della moda e dell’arredamento, Frank Boclet (nella foto), direttore artistico di Ungano Uomo ha dato forma, almeno nell'idea, al suo primo dessert. Battezzato Lunettes Noires (Occhiali neri), il dessert si ispira ai mitici occhiali d’aviatore Ray Ban, feticcio dello stesso stilista che si dichiara appassionato collezionista degli emblematici accessori dell’universo delle rock-star holliwoodiane. Due lenti di mousse al cioccolato nero Santo Domingo su una mousse di menta verde con base di biscotto al cioccolato. La passione dello stilista per gli After Eight è stata sapientemente racchiusa in questo dessert da Laurent Delarbre, chef del Café de la Paix e dal suo chef-pâtissier Guillaume Caron. I più golosi potranno però saziare la propria curiosità fino al 15 di gennaio.

Café de la Paix, Place de l’Opéra, Parigi IXème
Tel: 01 40 07 36 36 Pasticceria Lunettes Noires
in edizione limitata fino al 15 Gennaio 2009.
Costo 15 euro

lunedì 1 settembre 2008

Cinquanta milioni di pasti: Le Bouillon Chartier



Una corte lunga e stretta percorsa da due lunghi tappeti rossi quasi ad evidenziare l’importanza delle persone che prima o poi passeranno (questo è un postulato), una corda dorata per separare l’ingresso dall’uscita, una piccola insegna molto luminosa che copre una seconda insegna molto più datata; un cartello che gentilmente chiede alle persone in sosta di tenere un tono della voce moderato: così si presenta agli osservatori il dehors del Ristorante Charter o meglio del Bouillon Chartier: il nome del ristorante deriva dal brodo di carne e verdure che si consumava, agli inizi, sullo stesso bancone. Al tempo era probabilmente considerato il prodromo del pasto veloce che ha conquistato le nostre abitudini alimentari del pranzo. Aperto nel 1896 dai due fratelli Chartier ha saputo attraversare 3 secoli cambiando solo 4 proprietari rimanendo intatto così com’era. Prima delle otto non c’è coda, certo, escludendo i fine settimana. All’ingresso un uomo non molto alto, dalla corporatura bretone e ben vestito (forse era il caso di mettere la cravatta) ti affida alle cure di un cameriere in rondin: camicia bianca, papillon, gilet nero a sei tasche, lungo grembiule bianco e una spilla con un numero. Ci sono giovanotti in cravatta con la propria femme, signorotti dall’aspetto meno formale con i nipotini, gruppi di turisti asiatici con traduttore digitale alla mano. In questo ristorante formalismo e relax convivono come micromondi complementari. Un compendio delle stile retrò: pavimento in cemento verniciato, tovaglie a quadretti bianchi e rossi su tavoli di marmo e gambe in ferro battuto, scaffalature in tubi d'ottone per appoggiare abiti e acquisti, affiche d’epoca, dipinti bucolici, grandi vetrate a quadrettoni, soffitto altissimo fatto d’un immenso solario opaco da cui scendono decine di pale per muovere l’aria. Osservando imbambolato le decorazioni non posso fare a meno di stupirmi davanti al logo del ristorante: due C maiuscole riflesse e incrociate. Si, proprio come il logo di Chanel. Ma il ristorante è stato aperto tredici anni prima dell’iniziativa imprenditoriale di Gabrielle Bonheur Chanel, detta Coco dai suoi amici. Chissà come stanno le cose. Sentirò l’addetto stampa della maison per avere spiegazioni in merito!
Mentre osservo tutta questa meraviglia, mi accomodo al fianco di due ragazze coreane. Curiose di capire cosa le aspetta, tradurranno tutto il menù. Inizieranno ad ordinare quando io avrò terminato da una buona mezzora. Il servizio è rapidissimo: leggi il menù rosso della giornata, ordini i piatti che più ti ispirano (oppure ti affidi alla scelta quotidiana dello chef a 19 euro), il cameriere scrive l’ordine sulla tovaglia (è di carta!) e attendi non più di 6 o 7 minuti. Ordini il caffè, qui non è male, e poi chiedi il conto. Il cameriere si avvicina, scrive al fianco delle portate il relativo costo, effettua tutte le addizioni del caso (sempre sulla tovaglia) e voilà il conto è pronto. Si può pagare con la carta di credito. A costo di sembrare banale, qualunquista e mediocre nel raccontare lo spirito di questo locale mi sento di dire che al Bouillon Chartier entri da turista ed esci parigino. Dimenticavo, prendete le Cotes d'agneau grillees frites a 10,80 euro. Io non le ho provate ma l’aspetto era super.

Bouillon Chartier, Restaurant depuis 1896
7 rue du Faubourg Montmartre
75009 Paris
T 01.47.70.86.29
Servizio continuo dalle 11,30h alle 22h
www.restaurant-chartier.com

domenica 24 agosto 2008

Putes e French Gigolo a Parigi


La Parigi degli Champs Elysées, la Parigi della Tour Eiffel, la Parigi del Ritz e quella del Centre Pompidou. Chic, conservatrice, borghese, ordinata, che vota la destra ma è di sinistra; tutta paillettes e champagne. Chi mai penserebbe alla Parigi delle ”putes” di Rue Saint-Denis e dei “french gigolo” della fermata Strasbourg Saint-Denis? Lontano dall’essere perbenista e moralista, adoro i vibranti aforismi dei latini a sfondo sessuale, è davvero etonnant che i nostri cugini d’oltralpe sempre così caché, mostrino a tranquille famiglie di turisti americani, tedeschi, spagnoli ed italiani (dati del centro congressi e turismo di Parigi) le proprie “bellezze nostrane”. Dall’aspetto francese (forse più per abitudine che per nascita), età abbondantemente superiore ai quaranta (direi anche sopra ai 50), abiti attillati per evidenziare le mille rotondità che l’età porta con sé, decoltè prosperosi strozzati da bustini maculati, maquillage teatrale, abbronzatura da invida, unghie da vere leonesse. Direi comunque estremamente discrete nei gesti e nelle movenze.
Evitate, però, di estrarre la macchina fotografica in loro vicinanza: sono pur sempre delle rispettabili signore che pagano le tasse; potrebbero scorticarvi vivi. E soprattutto sono più grandi di voi. Quindi ci vuole rispetto. Ma Parigi non è città tentatrice solo per i maschietti. Anche le femminucce hanno di che soddisfare i bollenti spiriti. Prendete una di queste tre linee della metropolitana: la rossa 4, la violetta 8 o la verde acida 9 e fermatevi a Strasbourg Saint-Denis. Scendendo dal vagone una compagine scomposta di ragazzetti e ragazzotti black vi porgerà la propria carte sussurrandovi: “Essayez un vrai homme”. Ovviamente sul bigliettino da visita troverete un numero di telefono con la pubblicità di fantomatici locali notturni: adescare cieche donne insoddisfatte, di qualunque nazionalità siano, è reato anche in Francia. Scordatevi comunque di incontrare l’American Gigolo francofono o i ballerini black tutto muscoli e olio di mandorle dei locali alla moda parigini. Questi non hanno il becco di un quattrino, sono vestiti in maniera pessima e da come hanno abbordato alcune amiche stanno alla preistoria dello charme francese. Però, si sa che per il servizio che offrono le competenze e le capacità devono essere altre. Il costo? Quanta curiosità! Ho letto su internet che i prezzi partono da 40 euro per le putes. Nessuna info per i black gigolo. Se foste interessate, sapete dove andare!

giovedì 21 agosto 2008

Le anticipazioni autunnali di Parigi


A poche ore dal rientro dalle ferie estive trascorse tra la Valtellina e la Riviera di Ponente azzardo un tour tra le boutiques del 2° arrondissement di Parigi alla ricerca delle nuove tendenze moda dell’autunno.
Si parte dall’Opera Garnier chez Lanvin, casa di borse francese, ma in bellavista troviamo ancora la collezione stiva. Degna di nota è però la pubblicità retrò che funge da allestimento alla vetrina: una rievocazione delle affiche di Razzia e Villemot che resero famosi marchi e città turistiche francesi.
Breve sosta pranzo chez Koba, un piccolissimo ristorante giapponese al 7 di Rue de la Michodiere. Spesso qui si incontrano stilisti e gente della finanza. Dopo un classicissimo sushi e del the al gelsomino si parte all’assalto delle Galeries Lafayette. All’ingresso dell’immenso polo delle moda europeo di Boulevard Haussmann angolo Rue de Mogador troviamo un grande spazio dedicato alle ombrelle di ogni forma colore e funzione. Ne ho provata una con la quale si può giocare anche a golf. Credo che anche la direzione dei magazzini di Mohamed Al-Fayed si sia rassegnata alla fine anticipata dell’estate parigina. Saliamo al piano dei creatori ma… sorpresa, gran parte degli spazi a loro dedicati sono in pieno rifacimento. Per adesso possiamo accontentarci di Dolce & Gabbana, Versace, Ferré, Gucci, Bottega Veneta e pochi altri marchi francesi. Sembra quasi di passeggiare in via Monte Napoleone ma con molti meno turisti. Difficile, praticamente impossibile delineare le nuove tendenze dell’autunno. I grigi, i neri, gli arancioni, i maculati? In pochissimi metri quadrati ho visto tutti i colori della tavolozza che il buon Dio può mettere a disposizione. Molti si copiano, pochi emozionano. Sembra quasi che anche la moda di questo autunno si sia fatta persuadere dall'idea della recessione, dalla paura dell’osare, dalle ristrettezze economiche che sicuramente non fanno capo a chi si può permettere un abito di Versace a più di quattromila euro. I direttori marketing delle casate dovrebbero sapere che la loro clientela non è in target con la crisi economica.
Speriamo che presto Les Galeries possano tornare a regime e mostrarci tutto lo scibile della moda e a quel punto potremo davvero dire se il glamour ha ceduto il posto alla paura.
Uscito con l’amaro in bocca mi dirigo direzione Place Vendome per ammirare le vetrine e le commesse di Rue Faubourg Saint-Honoré. La stanchezza mi assale veloce comeil morso di un sarpente (sarà forse quello di Cavalli) e riesco ad arrivare fino all’ambasciata inglese. Peccato che nel fuori borgo dei creatori ci siano molte più insegne italiane che francesi. A passo lento arrivo fino alla Rue Saint-Honoré, se volete la sorellastra del patinato Faubour. Ma anche qui Goyard, il malletier più elegante di Parigi sta rifacendo le vetrine. Nell’attesa fuori dal negozio un set di grandi valige policrome da viaggio come si usava una volta. Tre negozi su cinque hanno le saracinesche abbassate e degli altri la metà ha ancora il campionario estivo. Pronti al via è però la boutique Paule Ka con la nuova collezione. Tra i neri, i bianchi e i coralli svetta un abitino nero e grigio con un bellissimo fiocco rosso a poco più di seicento euro. Esiste anche la variante con fiocco blu di prussia. Fa molto cattiva ragazza-per bene ma tra i tanti modelli visti in poco più di tre ore di shopping attivo è decisamente il più emozionante. Già dallo scorso anno le fashion-casate si ostinano a proporre abiti in paillettes. Ne ho visti una infinità sui manichini sia nella scorsa stagione sia in quella che si sta aprendo. Peccato non ne abbia mai visto uno indossato. Ma è sempre Paule Ka che presenta l’abitino in paillettes meno cafone che abbia mai visto. Il segreto è il differente diametro delle paillettes e soprattutto il loro effetto satinato. Rue Saint-Honoré dona agli attenti visitatori dei pezzi estremamente pregevoli come le pochette Champagne Vip di Barbara Rihl in alligatore verniciato argento e un delizioso paio di stivali in raso color perla con nastri rosa e punta in cuoio Brisbane Church’s, uno dei modelli più conosciuti della nota marca inglese di calzature.
Volendo fare un resoconto del mio primo pomeriggio passato a raccogliere le idee poco chiare degli stilisti per la stagione autunno inverno 2008-2009 direi con quasi totale sicurezza che i colori più papabili sono: blue di prussia, rosso corallo, nero e grigio. Ma tutti sanno, stilisti compresi, che la tendenza la fanno i consumatori. Dipenderà quindi tutto dal loro umore e da quello dei redattori di moda.

Strane Visioni a Parigi


Rue Saint-Honoré angolo Rue Saint-Roch. Percorro a volte questa strada di ritorno dal Ritz o dal Westin Hotel dopo aver visto qualche sfilata o incontrato qualche cliente. No, non è un vanto classista è semplicemente lavoro. Dunque, mi trovavo sulla Rue Saint-Honoré, la prosecuzione della Rue du Faubourg Saint-Honoré (formicaio di boutique di creatori e facoltosi signori in Rolls-Royce) ed incrociando con lo sguardo il cartello della Rue Saint-Roch scorgo la ruota panoramica. “Strano” dissi, “non me ne ero mai accorto. Non si smette proprio mai di scoprire nuovi scorci di Parigi” pensai. In effetti qualcosa non andava. La ruota panoramica fin dalla sua creazione ha vegliato il traffico rumoroso e la grandiosa architettura di Place de la Concorde da cui partono gli Champs Elisée per terminare ai piedi dell’Arc de Trionphe. Siamo ad almeno settecento metri di distanza dalla posizione normale. Ma quest’anno in occasione della parata militare del 14 Luglio, data della presa della Bastiglia, l’Eliseo ha pensato di togliere questa ingombrante attrattiva per turisti e parigini in cerca di poesia e posizionare il palco dei Capi di Stato, vicini alla Francia o meglio a Sarkozy, compreso il presidente siriano Bashar al Assad considerato non più amico dei francesi dal 2006. Al defilé militare, infatti, era assente il sempre presente Jacques Chirac in palese protesta verso il Governo Siriano considerato complice dell’assassinio del vecchio primo ministro libanese Rafic Hariri, amico di Chirac. Ancora alla fine di Agosto, la ruota panoramica è posizionata all’inizio della Terrasse des Feuillants sul lato del Jardin des Tuileries che costeggia Rue de Rivoli.
Chissà a quale altra esigenza politica si dovrà piegare la ruota che svela lo skyline della Ville Lumiere?

mercoledì 20 agosto 2008

È finita l’estate… Viva l’autunno



Sono appena rientrato da Ceriale, una piccola cittadina nota più per la vicinanza ad Alassio e a Loano che per meriti turistici. Pochissimi alberghi, nessuno stellato; nessun approdo per barche; nessun locale divertente. Abbiamo molti amici a Ceriale e questo ci basta. Sono passato dai 30° della spiaggia dei fratelli “I taglia” ai 23° del Parco Buttes Chaumont di Parigi.
Anche se fino a domani, 21 agosto, Parigi avrà la sua spiaggia, qui ormai l’estate ha fatto le valige. Da due giorni un autunno precoce bussa alla porta. La pioggia, trascinata dal vento che qui a Parigi risiede tutto l’anno, entra dalle finestre lasciate aperte con la speranza che il sole faccia prima o poi capolino. È già ora di ombrelle, impermeabili, spolverini e trench. Qualcuno azzarda ancora una maglietta e dei pantaloncini corti: tosse, mal di gola e febbriciattole ordinano subito altri costumi. Nei ricordi entrano a far parte gli aperò nelle terrasse, i pic-nic nei jardins e nei parchi. Il desiderio si declina in grandi tazze di caffè e the in bistrot di boiserie dai colori caldi e accoglienti accompagnati dalle avventure estive degli amici o dalla lettura di un bel libro rilegato. Parigi è sempre più avanti di tutte le altre città… anche nelle stagioni.

venerdì 4 luglio 2008

Paris vous sourit (contro ogni luogo comune)


PARIGI – certi clichè sono duri a morire, certe idee sono particolarmente tenaci. Certo, Parigi è una città magnifica, e la melodia del suo nome desta ai più emozioni adolescenziali, ma numerose sono le critiche che i turisti le indirizzano. Poco accogliente, sporca, abitata da parigini antipatici e altezzosi. Diversi studi effettuati dagli stessi organi del turismo parigino, e da società indipendenti (TripAdvisor, FastBooking, Sélection du Reader’s Digest) dicono il contrario. A sostenere questa tesi dati alla mano Jean-Claude e Paul Roll rispettivamente presidente e direttore generale dell’ufficio del turismo e dei congressi di Parigi che ieri 3 luglio hanno presentato il progetto “Paris vous sourit” (Parigi vi sorride).
Il sorriso sarà il live motiv che accompagnerà dal 5 al 14 luglio la festa del turismo a Parigi. Una settimana intera dedicata agli scambi tra Parigini e Visitatori perché “il turismo è innanzitutto incontro, è la curiosità e il desiderio di scoprire differenti realtà”. Queste le parole di Jean-Bernard Bros assessore al turismo e ai nuovi media della città di Parigi. Sei i Punti Sorriso dislocati nella Ville lumiere che accoglieranno e aiuteranno i turisti a impossessarsi della città: Place Trocadero, Place de la Madeleine, Place Sorbonne, Place des Abbesses, Champs-Elysées e Palais Royal (place Colette).

Grazie a Pentax, tra gli sponsor ufficiali della manifestazione, sotto ciascuna tenda e durante tutta la settimana un fotografo immortalerà i sorrisi di tutti i turisti che potranno scaricare la propria immagine comodamente da casa al seguente indiretto internet www.parisinfo.com/parisvoussourit.

A piedi, in bus, in mongolfiera, con la 2CV, in treno o in battello, tanti i modi per scoprire la città.
La Chasse aux trésors (caccia al tesoro) del 5 luglio darà il via alle tantissime iniziative che gli ambasciatori del turismo parigino hanno organizzato fino ai festeggiamenti del 14 luglio, data storica della presa della Bastiglia: riduzioni negli hotel, offerte speciali nei grandi magazzini, degustazioni di vini, balli a tema, visite guidate, e tanto altro. In contemporanea lo Stade de France si trasformerà in una imparagonabile discoteca all’aperto con i DJ più famosi del palcoscenico musicale. Lunedì 7 alle ore 9,30 davanti all’Arc de Trionphe 300 turisti e cittadini disposti a modo di un sorriso verranno immortalati dall’alto per lanciare il messaggio: “Parigi vi sorride”. Il museo Carnevalet propone “Les Parisiennes de Kiraz”, prima retrospettiva del dell’illustratore franco egiziano Kiraz che ha reso celebre lo stile delle donna parigina. Gli amanti della musica e del ballo potranno godersi il Paris jazz festival, tra gli ospiti ci sarà anche Dianne Reeves, e la Nuite Espagnole con serate dedicate fino al 31 agosto al flamenco e alla cultura popolare spagnola. L’Hotel de ville trasformerà il suo sagrato in un grande Jardin éphémère, con uno stagno, e tante collinette verdi di piante rare. Le piazze, i parchi, i giardini della regione parigina si animeranno con danze, concerti e attività circensi grazie al Festival Paris quartier d’été. Schermi giganti animeranno il Parc de la Villette con la proiezione dei grandi classici del cinema. Il 13 e il 14 luglio i pompieri di Parigi apriranno le porte delle caserme per offrire aperitivi e lezioni di ballo. E poi ancora il Museo del vino, le passeggiate dei sensi, l’arte di vivere alla parigina, la scuola francese di cortesia, alla scoperta di Dali, il kit shopping delle Galeries Lafayette, le serate del Lido. E per chi volesse ammirare i fuochi d’artificio del 14 luglio dalla terrazza di un appartamento parigino potrà semplicemente farlo contattando la Federazione delle Chambre d’Hotes (FPPCH).
Tutte le iniziative giorno per giorno si possono scoprire su www.parisinfo.com