sabato 8 marzo 2008

Francia, alimentare: cala il potere d’acquisto

PARIGI – Nove mesi fa il presidente francese Nicola Sarkosy si era definito il «Presidente del potere d’acquisto». Strana coincidenza perché cala il consenso del presidente e anche il potere di acquisto delle famiglie francesi. Secondo uno studio dell’Ifop (Institut français d'opinion publique) commissionato da «Paris Match», l’inflazione ha raggiunto, con un +2,8% nel mese di gennaio, i livelli del 1992. Ciò che più preoccupa è che il forte aumento dei prezzi colpisce in particolar modo i prodotti alimentari. Crescite vertiginose in due mesi. La rilevazione del costo dei 1.055 prodotti che costituiscono il paniere analizzato tra novembre 2007 e gennaio 2008 da parte dell’Istituto nazionale per il consumo conferma questa tendenza. Aumenta il costo di circa il 50% dei prodotti con una soglia superiore al 10% per 200 di essi. Rincaro notevole per la pasta (+45% per gli spaghetti), yogurt (fino al 40%), latte Uht (dal 20 al 37%), prosciutto bianco (+44%). «L’impennata dei prezzi, è l’eterno problema dell’andamento dei prezzi nella filiera della produzione; ciascuno applica il proprio margine» conclude Thierry Pouche, responsabile del servizio di studio presso l’assemblea permanente delle camere dell’agricoltura. Anche il segretario di Stato per i consumi, Luc Chantel, ha reagito a questi aumenti affermando che «non è accettabile un così grosso aumento ingiustificato. La concorrenza deve essere meglio applicata in Francia».

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