martedì 4 marzo 2008

Cosa può fare Monica Bellucci per la bilancia commerciale d'Italia?


Mentre Parigi è animata da migliaia e migliaia di piccole formichine che esplorano con serena agitazione tutti i mille saloni della moda d’oltralpe Le nouvel Observateur esce in edicola con uno speciale intitolato “L’autre Italie, Mode, Art, Voyage, Cinéma…”. Lo compro subito, Asia Argento, camicia e foulard in seta Yves Saint Laurent, pantaloni vaporosi Jil Sander prende posto nella copertina come fosse sospesa nel limbo. È lei a rappresentare questa nostra rivincita, anzi questo nostro riconoscimento di talento italiano con i suoi eccessi e con la sua normalità. Marie-Pierre Lannelongue, caporedattrice, la definisce icona intellettual-trash, attrice e regista di talento; donna chic di dannata intelligenza e passione. Niente male per la donna chiamata in questi giorni a rappresentare l’essere italiani sulle ceneri del governo ormai caduto; italiani col naso tappato per i guai campani, italiani sculacciati dall’Europa per la lentezza dei processi che hanno permesso al figlio di Riirna, Giuseppe Salvatore, di essere scarcerato; italiani immobilizzati di fronte allo spettro della recessione; italiani trentenni e bamboccioni ancora a casa con mamma. Così ci percepiscono i francesi che ogni giorno leggono Le Figaro attraverso la penna di Richard Heuzé corrispondente da Roma. Un quadro devastante.
Ma ad incrinare questa nostra nera allure, interviene in massa l’equipe dell’osservatore francese per eccellenza che attraverso 120 pagine ci descrive come la sorella tanto amata, il paese dotato di una tale creatività da non deludere le aspettative neanche nei momenti di difficoltà.
E allora partono i riconoscimenti del nostro saper far bene. Stefano Pilati, italiano di formazione italiana direttore artistico d’Yves Saint Laurent. Riccardo Tisci, italiano di formazione Italiana direttore artistico di Givenchy. Ivana Omazic, croata di formazione italiana direttrice artistica di Céline. Un grazie ad Anne-Cécile Sanchez che ci definisce i migliori nel saper esaltare il senso del piacere e sviluppare nel contempo la voglia inspiegabile dell’acquisto, almeno nella moda.
Ma non è soltanto la moda, con i reportage sui mondi Tod’s, Miu Miu, D&G, a fare un bagno di complimenti. Attraverso le parole di Adrienne Ribes-Tiphaine emergono discrete, le competenze di tante figure professionali: attrici, giornalisti, professori universitari, editori, registi, architetti, artisti. È la stessa e tanto ispirata caporedattrice Marie-Pierre a chiudere questo speciale sulla Bella Vita con Monica Bellocci testimonial di uno spot d’eccezione, ritenuta il più efficace rimedio al deficit della nostra bilancia commerciale. Ecco quali sono le parole usate:“La più bella vetrina d’Italia, la donna che il governo dovrebbe mandare in missine in tutto il mondo per mostrare ciò che di più bello può produrre il paese”. Marie-Pierre... ad avercelo un governo!

Nessun commento: